Era tutto calcolato.
Dovete sapere che ho la fortuna di avere qualche amico che a me ci tiene. Lo chiamerò Townshend in modo da mantenere il più stretto riserbo sul chi sia questo amico che mi ha omaggiato di due cose, all’apparenza di poco conto, ma che mi hanno fatto molto piacere: un pelapatate e un righello per mancini!
Nella vita odierna pare normale pensare oggetti fatti per un acquirente destro, ma succede che io, dalla nascita e con tanto orgoglio, sia mancino.
Di recente mi è capitato di dover pelare delle patate e quando mia moglie mi ha visto farlo con il coltello ha esordito con un: “ma sei un pollo, non sai che abbiamo il pelapatate?”. Spiegare a un “normale” destro che esiste anche l’altra mano e che a qualcuno farebbe piacere usarla non è sempre facile: ho preso il pelapatate destro e ho iniziato, impedito come pochi, a pulire le patate al contrario. A metà del lavoro ho dedotto, con la mia parte sinistra del cervello, quella razionale, che forse sarebbe stato meglio continuare con il coltello.
Era tutto calcolato.
In un giorno di ordinaria normalità vendicativa, ho preso il pelapatate per mancini, l’ho messo nel cassetto di tutti gli strumenti che usiamo per cucinare, ho preso il pelapatate per destri e l’ho nascosto. Il piano era perfetto: mia moglie voleva preparare un bell’arrosto di carne accompagnato da patate e ovviamente avrebbe dovuto usare il mio pelapatate!
Era tutto calcolato.
Ore 11: sto comodamente leggendo un libro in salone, adagiato sul divano con Edoardo che ha stranamente deciso di farmi respirare e giocare per conto suo, mi godo relax, lettura, musica e pace quando a un certo punto mia moglie arriva dalla cucina: “Hai mica visto il pelapatate nero? Qui c’è solo quello che ti ha regalato Townshend”. Il “suo” pelapatate è effettivamente nero mentre il mio è bianco; io faccio lo gnorri, nego di averlo visto e, quasi stizzito, ritorno alla mia lettura mentre mia moglie si dirige in cucina bofonchiando qualcosa di incomprensibile. Dopo dieci minuti di pace, eccola che torna, mezzo paonazza e con il “pelapatate sinistro” in mano: “senti, io questo coso non riesco ad usarlo, o le pulisci tu o oggi niente patate!” dice prima di rientrare in cucina mentre io abbozzo un “così anche tu impari che cosa vuol dire essere mancini” che sortisce lo stesso effetto di un cazzotto nell’aria.
Guardo Edoardo che fa una faccia del tipo “e adesso?” prima di ruttare liberamente e tornare a giocare come prima. Mi alzo, vado in cucina e pelo le patate.
Era tutto calcolato.

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