Quando ero decisamente più giovane ero la classica persona con “un caratteraccio”.
Quella classica espressione che si usa per definire qualcuno con una personalità un pò più spiccata del normale, che magari non accetta “l’etichetta” o i vari “è giusto così” “ci si comporta così” che le società di sempre hanno imposto.
Quando c’era qualcosa che non andava la mia famiglia sapeva come trattarmi, i miei amici sapevano come trattarmi…lasciarmi sbollire era l’unica soluzione indolore alla mia collera. Non ho mai avuto l’abitudine di sfogarmi fisicamente su qualcosa, men che mai su qualcuno, in questi momenti in cui l’unica cosa richiesta dalla mia testa e dal mio cuore era stare in pace con me stesso.
Non so quanto male posso aver fatto con questo mio comportamento, di sicuro le persone che non mi conoscevano a fondo hanno pensato a qualche strana forma di mente deviata, al fatto che mancasse qualcosa, magari qualche affetto e che quella fosse la logica razione a questa mancanza. Sbagliavano.
Crescendo questi momenti son diventati sempre più rari, il maturare ha comportato forse anche un riequilibrarsi del mio ego e l’andare via di casa a 19 anni ha fatto si che il confronto solitario con il mondo circostante portasse ad essere più sereno onde evitare una sana pazzia latente.
Se riguardo ai quei tempi vedo una persona davvero molto diversa da quella che questi anni hanno forgiato. Lo specchio di ieri continua a riflettere immagini distorte, come quegli specchi dei luna park che fanno sembrare le persone grassissime o magrissime accorciando o allungando la sagoma di chi ci si specchia.
Stasi. E’ questa la sensazione che provo. Una parola di poco differente dalla parola Estasi ma con la quale ha veramente poco a che fare. E’ buffo come nella lingua italiana ci siano parole quasi simili con significati totalmente differenti.
Stasi perchè la giornata di oggi è passata senza che io la vivessi…mi sembra di stare nella vita di un’altra persona, e, come in un film, vivo le vicende senza che queste mi tocchino più di tanto…oggi è stata una giornata in cui la mia testa ha vissuto distaccata dal resto del corpo.
Come negli anni passati, oggi ho rivissuto la sensazione di voler a tutti i costi stare solo; non facile quando per lavoro o per quieto vivere di sicuro non puoi mandare via le persone attorno a te o andare via tu. Da ragazzo era più facile, la mia chitarra, la mia camera, un buon libro era tutto ciò di cui avevo bisogno…
Oggi non è bastato.
Ho la consapevolezza che questo mio momento di stasi e di vita da spettatore finirà domenica. L’incontro forzato con una persona speciale alla quale devo molto non potrà essere una cosa indolore comunque si sviluppi…Troppe sensazioni, troppe promesse, forse anche troppe illusioni lasciano il segno e anche in una giornata vuota come quella odierna quel segno fa davvero male…
Forse ho solo bisogno di riposare.