Non ho mai amato luglio. Meno che mai Agosto.
E’ un periodo dell’anno che detesto per il solo fatto che il caldo mi debilita, mi disorienta, mi riduce a un’ameba e fa si che mi senta un arbusto il cui unico scopo è quello di riuscire a passare con meno danni possibili un’altra rovente estate.
Eppure qui in Sardegna è il periodo migliore dell’anno a detta di molti. Forse di quei molti che non conoscono e apprezzano quest’isola per quello splendido scorcio di paesaggio selvaggio e intatto che l’interno può offrire.
Una delle cose che maggiormente odio è cercare casa. Considerando che è proprio quello che faccio in questi giorni, a cavallo tra i due mesi personalmente più antipatici dell’anno, fa si che questo periodo possa tranquillamente essere evidenziato come periodo nero.
In questi giorni ho potuto però apprezzare il piacere di una chiaccherata al fresco del notturno poetto in compagnia di vecchi amici, riscoperto qualche film che non ricordavo più di avere e infine rispolverato dopo molto tempo una delle mie passioni giovanili: la chitarra.
Adoro suonarla al buio sdraiato sul letto, una postura improponibile per chiunque cerchi un pò di comodità, sentire le vibrazioni dei bassi della cassa armonica sullo stomaco, lasciarmi trasportare da melodie che spesso senza ragionamento alcuno, prendono forma quando ho voglia di un pò di tranquillità.
Pur avendo sia la acustica, primo amore, che la elettrica, la classica mi esalta quando quello che cerco è distacco da tutti e tutto, solo una sana voglia di sentire qualcosa di piacevole senza per questo dover attingere da altre fonti.
Io e lei, soli.
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pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.
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