Geometria, ecco il mio incubo universitario.
Certo ci sono stati altri esami che mi hanno fatto penare, ma nemmeno quel 23/30 finale in chimica preso dopo un 6/30 allo scritto (l’orale è stato talmente lungo che mi facevano male le gambe a furia di stare davanti alla lavagna a scrivere…) mi ha fatto sudare tanto e per contro dato tante soddisfazioni una volta superato.
Ma la geometria euclidea proprio non voleva farmi andare avanti. La prima volta, forse anche la seconda, non ero certo arrivato all’esame con la preparazione adeguata, capita spesso all’università di affrontare gli esami essendo pienamente coscienti di avere una preparazione superficiale, pronti a sentire il professore che ti dice “può andare, ci rivediamo al prossimo appelloâ€.
Era più forte di me; una accozzaglia di nozioni che giudicavo inutili e che ogni volta che aprivo il libro mi facevano deprimere. Ma sono testardo.
C’era un collega che come me aveva “qualche difficoltà†con questa materia. Decidemmo di studiare insieme. Me lo ricordo ancora con piacere, Luca di Oristano, una persona con una volontà incredibile. Tutti i giorni ci incontravamo alle otto del mattino e fino all’una ci davamo dentro con l’unico scopo di superare l’odio verso una materia e il timore verso un professore tristemente famoso.
Arrivarono altri due dice “può andare, ci rivediamo al prossimo appelloâ€â€¦ Odiosi.
La volontà di Luca e la mia testardaggine ci fecero comunque continuare lo studio, oramai studiavamo dicendo “ripetimi l’argomento della prima volta che hai dato l’esame†e io rispondevo “fai lo scritto della terza voltaâ€â€¦ Francamente diventava quasi una comica studiare quella materia. Solo il fatto di non riuscire a proseguire all’università non ci faceva certo ridere.
All’ennesimo appello passai egregiamente lo scritto, oramai ero un veterano esperto degli scritti che solitamente assegnava il professore e quella volta non ebbi quasi difficoltà a svolgerlo interamente corretto. Arrivai all’orale molto carico, conscio che lo scritto questa volta non appena sufficiente come gli altri mi sarebbe servito a molto. Mi siedo accanto alla cattedra, il professore mi guarda e mi rivolge una domanda che non mi sarei mai aspettato da parte di una persona considerata fredda come il ghiaccio “ma noi ci siamo già visti? Ha una faccia che conosco…â€. Inaspettata arrivò anche la mia risposta che pronunciai quasi senza volerlo “beh, questa è la quinta volta che ci vediamo, magari è per quello…â€. L’espressione del suo viso fu un “beh, allora potrebbe darsi†ma non pronunciò nessuna parola.
Passai l’esame anche discretamente, per me quel 25 era un 30 e lode in tutto e per tutto, l’unica cosa che mi fece intristire era sapere che per l’ennesima volta Luca non ce l’aveva fatta. Dopo quell’esame ci perdemmo un po’ di vista, incontrandoci di tanto in tanto solamente in facoltà dove seppi che aveva deciso di studiare qualche altro esame e riprendere l’odiata geometria solo dopo una pausa di qualche mese.
Rincontrai Luca ad una festa due anni dopo, non sapevo perché la organizzasse, mi disse solo “vieni, ho invitato un po’ di amici con i quali voglio stareâ€. C’erano venti persone, la maggior parte colleghi di facoltà e amici, festeggiammo tutti assieme il suo superamento dell’esame di Geometria, la sua espressione quel giorno tradiva tutta la contentezza per aver finalmente superato l’ostacolo, ma anche tutta la stanchezza per lo sforzo profuso. Ero strafelice per lui.
Ho rincontrato Luca due anni or sono, nella società per cui lavoro. Lui diventato ingegnere sviluppatore di software, sempre con l’aria del cazzeggione con il sorriso in bocca, io che per vari motivi non avevo proseguito gli studi e mi ero fermato a metà. La sua espressione si incupì un poco quando seppe che avevo abbandonato gli studi. Ma poi, dopo qualche secondo di silenzio, iniziammo a ridere delle nostre giornate passate a studiare quella materia indemoniata…
Non mi manca l’università, quella italiana, e quella sarda in particolare, per molti versi hanno davvero tanto da imparare da altre realtà universitarie dove il rapporto Professore-Studente non è così freddo e distante. Non mi manca affatto, quello che mi manca sono persone solari, motivate e motivatici come Luca.