Non ho voglia di pensare…
Mi capita ogni tanto di trovarmi in questa sorta di limbo dove lascio che tutto scorra senza interferire minimamente. Accade spesso quando sono spossato, più mentalmente che fisicamente, quando sono arrivato ad un punto in cui dico “ok, voglio una pausa!” o in cui utilizzo la frase che lascia esterrefatti i più: “fermate il mondo, voglio scendere!”. E’ vero che spesso questa condizione di stanchezza mentale si accompagna ad un disagio fisico che si identifica con l’insofferenza al caldo…. e adesso ho caldo, molto caldo!
Penso che una persona che fa un lavoro comunque debilitante e alienante come quello del turnista debba avere sempre un occhio di riguardo da parte dell’azienda che lo ha ingaggiato. Quando sono passato a questo nuovo lavoro ero molto entusiasta per via del fatto che avevo molte aspettative, la speranza anche prospettata di guadagnare qualcosa in più che mi permettesse di pensare anche al mio futuro.
Mi ritrovo invece a lavorare con turni massacranti ad un lavoro che non mi piace, abbandonato da chi dovrebbe incentivarmi e disilluso da tutto quello che, lavorativamente parlando, mi circonda. E per di più ho caldo, molto caldo. Per cercare di non far peggiorare la situazione ho dovuto mettere una sedia che tenesse aperta la porta dell’ingresso, ben conscio del fatto che in questa palude le zanzare imperano e che tra non molto verranno a trovarci…le aspetto.
L’unica cosa di cui non posso lamentarmi in questo nuovo lavoro sono i colleghi che come me fanno i turni… Meno male che ogni tanto a turno uno si sveglia e spara la sua: in questo modo l’attesa delle “ore di lavoro†che passano può essere meno dura. Mal comune mazzo gaudio.