Vorrei che i prossimi sei mesi della mia vita passassero in un baleno.
Sarebbe comodo, no? Fare in modo di “andare in letargo” in un periodo in cui sappiamo di voler evitare l’evoluzione dei fatti come il destino ci ha assegnato.
Immagino cosa potrebbe succedere…
Evitare una torrida estate, quella da queste parti non si fa mai aspettare nè desiderare.
Evitare che il lavoro estivo ti riduca ad uno zombie, quando tutti gli altri sono in vacanza a godersi il sole e si gronda al sol pensiero di essere dove sei per sostituire quel qualcuno che se la spassa.
Evitare l’anniversario di brutti ricordi, quanti ce ne sono in sei mesi di una vita qualunque…
Evitare la sofferenza di una cura che solo dopo sei mesi potrà dare dei risultati apprezzabili.
Evitare di trovarmi più vecchio di un anno sapendo di non aver fatto quello che mi son prefisso 365 giorni prima.
Evitare di avere responsabilità o doveri sia in ambito familiare che in quello delle amicizie.
Evitare di fingere un’altra volta di voler studiare inglese come puntualmente mi riprometto tutte le estati.
Evitare di rispolverare la chitarra in un caldo pomeriggio di ozio, per poi riuscire a suonarla solo una volta ritrovandomi le dita legate come non mai.
Evitare di guardare la TV.
Evitare di sentire i soliti discorsi della solita gente.
Evitare di parcheggiare.
Mi accorgo che potrei andare avanti per delle ore cercando “qualcosa da evitare”…
Non ci metterei nemmeno un secondo a dire che l’unica cosa che non vorrei evitare è il suo respiro delicato vicino al mio orecchio.
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