Una serata piatta, calda e fatta solo per le zanzare. Odio queste serata, mi deprimono e mi stancano più di una normale serata lavorativa…ma il mio rapporto con il caldo è cosa nota a chi mi conosce almeno un pò.
Ascolto un pò di musica di Sergio Caputo, non lo facevo davvero da tanto tempo. Ascoltai le sue prime canzoni inforno alla fine degli anni 80 e fui subito rapito da quello strano modo di esprimere concetti interiori in una maniera del tutto stravagante. Ebbi anche la possibilità di conoscerlo e di bere una birra insieme a lui, gentilissimo e disponibile al tavolo dopo il concerto al jazzino di Cagliari. Non c’era davvero niente di costruito in lui: trasandato e poco incline a valorizzare l’aspetto, cosa che al giorno d’oggi sembra contare più della musica stessa. Era mezzo ubriaco quando ci parlai, ma già dal palco si intuiva qualcosa… Quel SI della sua Ovation era poco teso, e ogni accordo aveva qualcosa che faceva pensare di essere in mezzo ad una continua improvvisazione. A metà concerto storse il naso, si rivolse al pubblico e disse “ma la mia chitarra non è accordata bene!!”. Il pubblico rise e lui, in tutta tranquillità accordò, ci chiese se poteva andare bene e ricominciò a suonare. Bizzarro.
Probabilmente da quando era sceso dall’aereo a quando era salito sul palco la dose di alcool che era passata dentro le sue vene era già imbarazzante, ma lui è così, prendere o lasciare. E io ho preso.
Mi piaceva il suo modo di descrivere situazioni non sempre idilliache con le donne, il suo attaccamento alla musica di una volta (se conosco qualcosa di Bessie Smith lo devo esclusivamente a lui) e il suo modo ricercato di esprimere concetti anche banali. Anche una “Brioche e cappuccino” potevano essere lo spunto per un pezzo coinvolgente.
Non so perchè non abbia mai avuto un grosso seguito presso il grande pubblico ma credo che i testi spesso aggrovigliati abbiano contribuito non poco a farlo cadere nel dimenticatoio. Ma forse ancor di più la musica. Perchè in Italia se non suoni il classico motivetto orecchiabile dove cuore deve far rima con amore spesso non vai da nessuna parte e Caputo questo lo evita in maniera categorica. Francamente non so come i musicisti o nominati tali vedano la musica di Caputo, non che mi importi molto ma probabilmente definirla innovativa e coraggiosa per gli anni 80 in Italia sarebbe quantomeno corretto.
Io continuo ad ascoltarla, sfido il buon Bob ad ascoltare la versione Live di “T’ho incontrata domani” e rimanere fermo. Già sento quelle mani e quel piede destro che picchettano come se sotto di loro ci fosse una batteria a restituire un suono ai loro ritmati movimenti… grande Sirbone.
Chiudo la serata, che so già porterà molti giri e rigiri sul caldo letto, con un sempre attuale Autumn Leaves suonato dagli intramontabili Miles Davis & John Coltrane. Quando le serate sono così posso ringraziare l’amore e la passione per la musica che ha portato qualcuno a creare certi capolavori.