Anouk – Sacrifice

Altra sera che passa mentre controllo che tutto funzioni correttamente. O mentre aspetto che qualcosa non funzioni, il che è lo stesso.

Mi chiedo spesso che cosa pensavo di fare quando mi hanno proposto questo lavoro… Di sicuro il mio neurone stanco che soffre di solitudine deve essersi fatto un piccolo viaggio di fantasia per convincermi ad accettare…
Tant’è che anche oggi son qui, con le solite facce attorno, finalmente, almeno in questo il turno può essere più leggero da trascorrere dato che qualche battuta e qualche risata distende un pò gli animi che in questo periodo son abbastanza tesi.

La nota stonata di oggi è rappresentata da un telefono in viva voce che almeno da tre ore ci martella con i suoi rumori. Una telefonata per risolvere un problema che a quanto pare non vuol sapere di lasciare in pace qualche collega più in là rispetto a dove siamo noi. Oggi a te….

L’umore della serata comunque è positivo, finalmente in contrasto con quello cupo dell’ultima settimana. Ringrazio una persona speciale che oggi mi ha ridato il sorriso semplicemente facendomi sentire la sua voce. Grazie Rupy.

A mezzanotte, all’uscita dal lavoro, mi aspetta un salto in spiaggia: che fortuna ho ad abitare in questa città! Una birra tra amici, due piacevoli chiacchere e qualche risata possono far sì che questa giornata positiva possa finalmente concludersi in una profonda dormita come oramai non capitava davvero da troppo tempo…

Dormire è un’impresa quando non si è sereni.

Staind – It’s Been Awhile

Rientro a casa e alcune delle scatole di cartone che trovo disseminate lungo l’ingresso e la mia camera mi ricordano che sono in fase di trasloco. L’atmosfera è strana: laddove regnava la confusione adesso sembra che l’assenza dei più disparati oggetti in disordine (io dico sempre in disordine ragionato) sia quasi una parvenza di “ordine convenzionale”. La parola in sè non è molto gradevole… Convenzionale… e chi lo ha stabilito?

Ognuno ha le sue manie.

Mi piace sapere di non dovere cercare nell’ingresso per trovare le chiavi di casa, solitamente sono affianco al mouse, assieme all’orologio. Mi piace sapere che sul mio comodino, oltre ad un buon libro, trovo sempre e solo la radiosveglia (infame!!) e il telecomando dello stereo. Mi piace che il deodorante sia vicino allo stereo.Mi piace che il letto sia sempre incasinato.

Ognuno ha le sue manie.

Le chiavi di casa le poggio vicino al mouse perchè è il posto più frequentato quando sono a casa, l’orologio perchè è la prima cosa che mi tolgo di dosso quando rientro… e quale migliore occasione per cogliere due piccioni con una fava e poggiare tutto assieme?
Sul comodino trovo la radiosveglia perchè la mia pigrizia fa si che la mattina non abbia voglia di fare le corse, da buon orso preferisco di più incacchiarmi per un nuovo giorno che bussa chiedendo di me. Il libro è sempre compagno fedele di notti insonni, talvolta accompagnatiìe da una soffusa musica rilassante, ecco il perchè del telecomando dello stereo.
Il deodorante è lì perchè appena mi faccio la doccia rientro in accapatoio in camera e la prima cosa che faccio è mettere un pò di musica, indovinate quale è la seconda? Mettere il deodorante!
Il letto incasinato è sinonimo di vitalità. Un letto rifatto mi richiama gli ambienti asettici, gli ospedali, gli alberghi… io preferisco ambienti più vissuti.

Ecco alcune delle mie stranezze. Non ho mai avuto la pretesa di essere considerato normale, convenzionale o altri sinonimi. Perchè non essere se stessi e cercare di compiere i propri gesti per la sola voglia di farli? Perchè perdere la propria spontaneità, sacrificarla solo perchè “non si fa così”. Molte volte mi sembra di vedere comportamenti che solo una mente geniale come quella di Orwell potè descrivere nel suo capolavoro “1984″.

Mi piace la gente che è se stessa contro tutto e contro tutti. Sovversivi? Ribelli? Rivoluzionari? Anarchici? No, non credo, semplicemente spontanei. Spontaneità significa fare le proprie mosse per quello che si sente di dover fare, senza la necessità di sapere “che cosa si fa in questi casi”, ma essendo sempre pronti a imparare dagli sbagli commessi per non commetterne degli altri uguali.

Ringrazio i miei genitori che hanno saputo darmi la possibilità di crescere imparando dai loro insegnamenti senza imposizioni, facendomi maturare le mie esperienze e mettendomi però sempre di fronte al fatto che ogni mossa che uno compie genera delle responsabilità.

Molto spesso attorno a me vedo persone il cui modo di fare mi lascia un pò perplesso, quasi come se fossero state “cresciute nella bambagia”, per utilizzare una espressione tanto cara a mia madre quando parla di persone che non sanno tirarsi fuori dai guai se non con il provvidenziale intervento di altri, spesso i propri genitori.
Quando le vedo sorrido, pensando a quel “brontolone” di mio padre e ai metodi geniali che avrebbe utilizzato per fari si che situazioni del genere non si presentassero mai più di una volta.

Errare humanum est, perseverare diabolicum