Gary Moore – Still Got The Blues

Oggi dopo un po’ di sano ozio e un po’ di incazzo latente ho deciso di prendere la macchina fotografica che non usavo da qualche mese e andare a fare qualche scatto. La giornata sembrava buona, limpida, con un po’ di brezzolina leggera a spazzare le nubi.

Presa la macchina dal parcheggio, più sporca che mai grazie ai simpatici pennuti che alloggiano sugli alberi sotto casa e che cagano come caimani, mi sono diretto verso una strada che costeggia lo stagno di Santa Gilla alla ricerca di qualche fenicottero vanitoso. Appena arrivato ho notato qualche bell’esemplare poco distante da dove mi sarei messo a fotografare, e smanioso ho aperto il cofano per preparare l’attrezzatura. Ho notato che la leggera brezzolina iniziava a portarmi via i peli delle braccia (i capelli sono ormai un lontano ricordo) e quindi ho optato per non montare il cavalletto onde evitarmi mosse alla fantozzi.

Ho messo il rullino dentro la macchina, già io sono un tradizionalista, e, una volta chiuso lo sportello e accesa ho aspettato invano la partenza del motorino che trascina la pellicola. Controllo sul display e leggo una bella B che lampeggia, il che indica che la mia batteria ha deciso di tirare le cuoia…pace all’animaccia in grafite sua! Ovviamente una persona previdente come mi vanto ingiustamente di essere ha una batteria di riserva….che però era dentro all’altra macchina, praticamente identica a quella che avevo in mano. Un solo piccolo, lievissimo problema: il dispositivo è stato bloccato probabilmente da qualcuno con la forza di Hulk e Gozzilla insieme perché non riesco ad aprirlo! Dopo aver rivoltato la macchina (non quella fotografica ma quella sporca con quattro ruote) riesco finalmente a trovare una moneta con la quale aprire dopo qualche tentativo il vano batteria.

Finalmente, soddisfatto della mia tenacia, innesto lo zoom per iniziare le foto. Punto verso un fenicottero rosa bellissimo, ma mi accorgo di qualcosa di strano…qualche impurità deve essersi insinuata dentro lo specchio…decido di tornare alla macchina dove, con il solito panno pulisci occhiali, provvederò alla pulizia della preziosa lente. Con precisione certosina pulisco lente e obiettivo, rimonto lo zoom e controllo per vedere il risultato del mio impegno…Dentro il mirino mi compare una forma gigantesca che non so cosa possa essere.. dato che il vento incalza e non vorrei trovarmi un gabbiano alla fine dentro il mirino, decido di rinunciare. Sistemo tutto dentro le borse come in origine e mi accingo a tornare a casa. Durante il tragitto di rientro due ragazzi in scooter mi tagliano la strada due volte, sfioro uno spezzatino di imbecilli davvero per un pelo, una simpatica vecchina si prende una precedenza che non le spetta e si incacchia quando glielo faccio notare.

Finalmente imbocco il portone di casa speranzoso che l’incubo sia finito. Come sempre le mie previsioni si rivelano errate: mi ero dimenticato dell’ascensore quale ultima variante prima dell’approdo a casa.

Che bella giornata!!!