Che strana giornata.
Mi alzo come sempre non tardissimo, specie dopo aver fatto le due con il libro sul comodino, e penso: Ma perché non riesco mai a fare una bella e sana lunghissima dormita? Ma dato che il mio cervello è un comparto stagno che si rifiuta qualsiasi contatto con l’esterno, come al solito non trovo una risposta.
Non so perché ma oggi mi sono svegliato con la smania di mettere apposto le cose che rimandavo da un bel po’ di tempo.
Prima tappa: cambio gomme. Eh si, dopo 55mila chilometri le mie deprecabili Pirelli P6000 hanno finalmente lasciato il posto ad un treno di Michelin che, se da un lato fanno si che la macchina sia più stabile di quanto non fosse precedentemente, dall’altra fanno si che 360 allegri euretti prendano il volo dal mio portafogli. Ma quanti zoccoli ci avrei fatto dal maniscalco se andassimo ancora in giro a cavallo???
Seconda tappa: accompagnare coinquilino a fare compere. Niente di male fin qui, ogni tanto può capitare, ma se capita alle 13.30 mentre il mio stomaco ulula e non certo di piacere la cosa assume un aspetto inquietante! Per fortuna il tempo impiegato per l’acquisto non si protrae per più di mezz’oretta. Avevo allucinazioni: per la fame mi è sembrato di vedere un cane che mi faceva l’occhiolino mentre passeggiava a due zampe con al guinzaglio un gatto… No Comment!
Prendo l’iniziativa (questi sono i diritti di chi guida la macchina) e mi dirigo verso un centro commerciale prevedendo che avrei impiegato meno ad arrivarci, fare la fila e mangiare piuttosto che cercare parcheggio sottocasa. Dopo un pingue pranzetto (la mia vocina interna urlava “la dietaaaâ€) torniamo a casa e, miracolosamente trovo subito il parcheggio. Controllo ben due volte che non vi siano cartelli nascosti, chiodi occultati, carri attrezzi appostati, dopodichè salgo in casa portando tutto quello che c’era nel cofano.
Di pomeriggio, dopo una breve pennichella che avrebbe avuto il compito di rendere meno pesante la notte lavorativa se non avessi dormito la bellezza di 17 minuti, decido di sistemare definitivamente la mia stanza. Riesco, in non so quale modo, ad eliminare le ultime scatole e buste presenti e, dopo una pulitina per terra, la stanza sembra quasi assumere un aspetto dignitoso. Ma c’è qualcosa che manca….Decido allora di far di più.
In una busta ritrovo un elemento d’arredo che credevo disperso ma che l’ultimo trasloco ha riportato alla luce: un puff in pelle di cammello. Vuoto ovviamente! E’ un regalo di uno dei viaggi di mia sorella in Tunisia, decido di riempirlo con del cartone che non ho nessuna difficoltà a reperire giacché, fuori dalla porta, trovano ancora alloggio le scatole appena svuotate. Mentre affetto cartoni come un pazzo, penso che davvero bizzarro che mi sia venuto in mente il puff proprio alla vigilia di un viaggio in Tunisia di mia sorella che parte oggi alle 19.30. La puzza immonda del puff che è rimasto chiuso in una busta per circa due anni mi fa subito cambiare idee, ma non demordo e continuo a riempirlo senza sosta sognando prati in fiore e lenzuola bianche stese.
Alle 20 la mia camera era perfetta: il puff puzzolentissimo davanti alla poltrona stile Tinto Brass, il letto ancora da preparare, i cd ammassati su un tavolino in vetro, il pc acceso con un po’ di musica e nell’aria un bel profumino di incenso alla lavanda. Ma ancora qualcosa manca… Esco dalla camera, e mi viene in mente che da circa due anni il mio amato acquario non gode proprio di ottima salute: Perché non approfittarne per sistemarlo un po’??? Mentre ci immergevo le mani, credevo di trovarci dentro il mostro di Alien perché era in condizioni veramente pessime: non si capisce come abbia fatto la piantina a resistere in quell’acquitrino fetente senza ossigeno, ma tant’è che, dopo circa un’ora di lavaggi e strigiolamenti, l’acquario riprende un aspetto più dignitoso. E trova posto in camera mia in attesa di trovare una differente sistemazione che ben so non troverò mai.
Ma qualcosa manca ancora…
Ora come ora mi ritrovo ancora a pensare a cosa manchi a questa giornata, forse solo un senso che non sia quello di aver fatto qualcosa che andava fatto. Manca forse un po’ di sonno che spero di ritrovare al mio rientro, tra 5 orette poco più, quando rientrando a casa troverò il letto inagibile, la camera che sembra un prato di lavanda da una parte e una stalla di cammelli tunisini dall’altra…con la speranza di non inciampare nelle scatole rimaste a pezzi quà e là fuori dalla porta!

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