Fabrizio De Andrè – Oceano

Settembre è finito.

Non so se sia un bene o un male ma il fatto che stasera tre persone mi hanno chiesto se fossi felice di ciò vuol forse dire che probabilmente si è capito che non vedevo l’ora che passasse in fretta.

Per la cronaca…No, non sono felice.

Ho una marea di domande, dubbi, perplessità, delusioni che ottenebrano quel barlume che io chiamo ragione che spero trovi posto nella mia testa e di cui ultimamente dubito visto che la mia proverbiale autostima ha vacillato di fronte a poche parole. Poche parole ma ben dette che, come un uppercut nella boxe, hanno avuto effetti davvero devastanti sul mio ego. Effetti probabilmente meritati.

Perché è finita così?
Perché non serbo rancore?
Perché non so farmene una colpa?

Confusione totale perché capisco che almeno una di queste tre domande DEVE avere una risposta dentro di me ma non so quale questa possa essere. Forse il livello di coinvolgimento è ancora troppo alto per riuscire a farmi una ragione che è passato già un mese da quando è esploso il tutto, ma evidentemente ho metabolizzato male alcune situazioni, alcuni atteggiamenti, alcune scaramucce per permettermi di essere obiettivo e franco con me stesso.

O semplicemente non accetto il fatto di non essere stato all’altezza della situazione.

Rubo una frase che mi ha colpito dal blog di una persona che, forse perché simpatizzo per chi è particolarmente fuori di testa, mi mette buon umore.

”Quando non sai a chi rivolgerti perché nessuno ti può dare una risposta, chiedilo alle stelle…”

Ho provato, ma doveva essere parecchio nuvoloso.

La cosa davvero strana è che mi è capitato di vivere questa situazione parallelamente a quella di un’altra persona che ultimamente sto sentendo spesso. Lui, G, forse per via del fatto che vede in me una persona “più adulta” mi ha messo al corrente di tutto quanto quello che gli stava accadendo di recente e in lui, nei suoi comportamenti e nei suoi modi di reagire a determinate situazioni, ho rivisto me stesso e i miei comportamenti dell’ultimo periodo. Due pirla con lo stesso problema.

No G, sarò anche più adulto ma non so esserti d’aiuto, non so consolarti o aiutarti su un qualcosa che non riesco a capire nemmeno io, sul cosa sia giusto, corretto, ragionato, ponderato, comprensibile e meno doloroso in questi casi. Mi ci sono trovato in mezzo e credo di non aver azzeccato mezza mossa, ma l’ho fatto sempre perché ci credevo e perché ci speravo.

E’ andata male e cosa posso dire? Non sono perfetto, anzi, anche io sbaglio e in continuazione, ma faccio del mio meglio, per alcuni non riuscendoci, di imparare dai miei errori e di subirne le conseguenze anche se queste possono essere dolorose. Mi tengo le mie cicatrici.