Enigma – Return to innocence

Prendo lo spunto dall’ultimo post di un un blog che mi dona sempre serenità e mi riporta a valori lontani dalla realtà odierna, per citare alcune delle frasi di Andy Rooney, firma prestigiosa del giornalismo americano, che mi hanno particolarmente colpito.

Ho imparato… che talvolta tutto cio di cui uno ha bisogno è una mano da tenere ed un cuore da capire.
Ho imparato… che se dai rifugio all’amarezza, la felicità attraccherà da qualche altra parte.
Ho imparato… che la miglior aula del mondo è ai piedi di una persona anziana.
Ho imparato… che l’amore, non il tempo, guarisce tutte le ferite.
Ho imparato… che nessuno è perfetto, fino a quando non te ne innamori.
Ho imparato… che desidererei aver detto una volta in più a mio padre che lo amavo, prima che se ne andasse.
Ho imparato… che quando tuo nipote neonato tiene il tuo mignolo nel suo piccolo pugno, sei agganciato per tutta la vita.
Ho imparato… che non c’é niente di più dolce che dormire coi tuoi bambini e sentire il loro respiro sulle tue guance.

Violante Placido – Don’t be shy

Due giorni fa ho fatto una cosa che non è da me: senza sapere dove andare ho fatto la borsa con tutto quello che mi sarebbe potuto servire e mi sono messo in macchina con destinazione ignota. Non avevo deciso nulla del viaggio, la durata, la lunghezza e nemmeno il perché ma ne sentivo un bisogno quasi viscerale. Dopo quasi 200 km sono arrivato a Gavoi, piccolo paesetto dell’interno sardo di 3000 anime dal dialetto incomprensibile e le tradizioni radicate. Ho “teso un agguato” fuori dal suo negozio ad una amica che non vedevo da due anni e che quando ha visto la mia pelata fare capolino nelle vetrate esterne per poco non ha avuto un colpo.

Dopo un’ora a discutere delle ultime novità sentimentali-lavorative-fisiche (ok, spettegolare sarebbe più corretto, lo so) siamo andati a pranzo nella casa che divide con il ragazzo nonché marito breve. Ho passato una giornata incredibile fatta di sapori di una volta, di una sana voglia di cazzeggio e di panorami stupendi verdissimi e anche decisamente più freschi di quelli ai quali sono abituato. Ovviamente, in tipico stile nuorese/barbaricino cercare di offrire qualcosa da parte mia era assolutamente vano al che, resomi conto che dopo un pranzo e una cena e svariati aperitivi ero riuscito a pagare solo due caffè, ci sono restato un po’ male quando hanno in tutti i modi cercato di trattenermi per la notte. Io ero partito con l’idea di passare anche una notte o due in albergo, ma quando la mia amica mi ha fatto presente che se l’avessi fatto sarebbe stata una offesa per lei ho deciso che sarei rientrato.

Certamente mi sarei evitato il viaggio di rientro in piena notte soprattutto perché le strade dell’interno sardo non sono notoriamente strade tranquille e di notte non si sa mai… E così è stato, ma non per chissà quale minaccia, ma solo per la mia dabbenaggine/sbadataggine che non mi ha fatto notare il cartello della deviazione che mi avrebbe portato per la strada più breve. Invece mi sono ritrovato immerso in una quarantina di chilometri in tornanti a gomito davvero affascinanti, che mi hanno fatto testare la bontà dei pneumatici cambiati di fresco, vedere qualche simpatico topo di campagna e qualche volpe che venivano disturbati dai miei fari.

La strada del rientro è stata lunga, desolata e davvero molto buia, ma anche intima con la sola radio a farmi compagnia. E il destino che in questi giorni sembra non darmi tregua ha fatto si che sia l’uscita da Cagliari che il rientro fossero accompagnate della stessa identica canzone quasi come a significare che forse quel viaggio non è mai stato fatto e che si sia interrotto al primo cavalcavia con una inversione di marcia.