Andespo

Un bradipo stanco…

Boom Boom – John Lee Hooker

Posted on | November 24, 2005 | 2 Comments

Adoro il gioco del biliardo è una delle mie infinite manie ma forse la più grande. Adoro il gioco “all’italiana”:è avvincente contrariamente a quanto pensa la maggior parte delle persone, è meditativo e già questo basta per aumentare le mie pippe mentali, è rilassante.

Qualche giorno fa, rientrato alla città natia, ho avuto la possibilità di giocare con Mario, mio amico di infanzia e unica persona al mondo che mi sopporta quasi senza farlo vedere. L’occasione era propizia per provare una nuova sala, di classe come la definiva Mario stesso, posta un po’ in periferia e lontano dai locali di grido che finiscono con il riempirsi di ragazzini che parlano a voce troppo alta e che disturbano quello che per me è a tutti gli effetti un momento di intimità: io, la stecca, tre palle lucide e un panno verde.
I biliardi Mari lucidi e nuovi di zecca hanno subito risvegliato la mia voglia appena entrato nell’ampia sala: luci soffuse, biliardi ben distanziati, pesanti tende scure alle finestre per evitare bagliori che possono disturbare durante il gioco, le solite lampade verdi tonde al soffitto, un piccolo e grazioso angolo bar in fondo alla sala. L’unica nota stonata, ad essere veramente pignoli, era il televisore al plasma al appeso al muro che faceva l’unica cosa che una tv non deve fare: essere accesa su un canale italiano. Se poi il televisore è sintonizzato su Rete4 su una trasmissione in stile Amici/Saranno Famosi o non so che, allora rimpiango il fatto che le stecche non possono essere usate come clave per sfogarsi su quelle immagini…no, non possono proprio.

Solitamente io e Mario giochiamo al meglio di tre partite, ognuna al meglio dei 100 punti. Lui è quello che si dice “un giocatore sensibile come un elefante affannato”, il classico elemento che se si tratta di far girare le palle ( in tutti i sensi ) per far toccare sette sponde non ha grossi problemi. Sarà per via del fatto che la massa è quella che è: ha le braccia grosse il doppio delle mie, le spalle la metà, il doppio dei miei capelli, la metà delle mie unghie e la pancia più sporgente della mia. Mario ha fatto di tutto passando dal muratore al pasticcere fino al lavoro attuale che è quello di… non l’ho capito, francamente, ma so che lavora per un’azienda ortofrutticola e che è felice e ciò mi basta.
La prima partita è stata una serie impressionante di colpi sfortunati da parte mia e “cinque sponde, sette rimpalli, filotto, pallino e copertura” per lui. Ci mancava solo che la palla andasse anche nel tavolo affianco a fare punti… Seppure sia riuscito a recuperare una settantina di punti la partita si è conclusa per 100 a 98. La seconda è andata a me con una trentina di punti di vantaggi mentre la terza….la terza non l’ho davvero sopportata… 98 pari, Mario tira: subito battezzo il tiro troppo stretto, troppo forte, troppo effettato e a rischio “di bevuta”. La mia palla inizia a circumnavigare il tavolo per poi, dopo cinque sponde andare a cozzare contro il pallino, ma gli sguardi di tutti e due sono concentrati sulla sua biglia diretta verso il castello di birilli. Dopo aver sfiorato un birillo per meno di un centimetro prosegue la sua strada sul birillo seguente che tocca. Il birillo inizia a ruotare su se stesso lungo l’asse longitudinale, due tre giri e poi si poggia in piedi spostato di un solo millimetro dalla sua sede originale. Punti validi, partita vinta.

L’ho detto io che Maria de Filippi proprio non ci può stare dentro una sala da biliardo: datemi una jam session di blues, porca miseria, questa sala non mi piace!

Comments

2 Responses to “Boom Boom – John Lee Hooker”

  1. jh21
    March 19th, 2006 @ 3:48 am

    “che disturbano quello che per me è a tutti gli effetti un momento di intimità: io, la stecca, tre palle lucide e un panno verde.”

    Basta io non aggiungerei altro…

  2. Romina
    March 19th, 2006 @ 3:50 am

    “…Se poi il televisore è sintonizzato su Rete4 su una trasmissione in stile Amici/Saranno Famosi o non so che, allora rimpiango il fatto che le stecche non possono essere usate come clave per sfogarsi su quelle immagini…”

    hehehe mi hai fatto ridere stamattina
    grazie ne avevo proprio bisogno..

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