Non ho mai parlato di mia sorella.
Alessandra, così si chiama, è la classica ragazza normale, con una vita normale, un marito normale, una laurea normale e una testa Anormale. La sua peculiarità è raccontare cose a sproposito che non si capisce se siano partorite da una mente geniale o malata. Io propendo per la seconda ipotesi ma so che lei potrebbe rispondere “beh, senti chi parla†e ci rimarrei malissimo. Forse.
Una volta mi fece ridere per mezzora di seguito, fino ad accusare dei dolori lancinanti ai miei LARDOminali quando la tv era sintonizzata su un documentario alla tv mentre la gente presente, una decina di persone in tutto, parlava animatamente. Lei di punto in bianco vede alla tv qualcosa che cattura la sua attenzione e urla “guardate: i segaioli, ma allora esistono ancora!!â€
….
Voleva dire “i boscaioli†ma oramai la frittata era fatta!
Un anno dopo circa, Olimpiadi non so dove, mia sorella si sta impallando alla tv mentre io sono tutto preso da un tremila siepi entusiasmante.
Lei: che palle!
Io: uhm… è una bellissima gara.
Lei: ma quando escono quelli dello stecchino?
Io: devi avere sbagliato programma
Lei: no no non ho sbagliato.. quelli dello stecchino!
Io: non è un programma di cucina, non lo vedi?
Lei: ma no, quelli che saltano sullo stecchino, hai presente?
….
Voleva dire “salto con l’asta†ma ormai seguire la gara era per me impossibile, mi sono piegato in due sulla sedia e sono scoppiato a ridere.
Un’ltra volta invece durante una conversazione telefonica. E qui il difficile diventa capirsi perché manca la gestualità, il contatto, l’espressività.
Io: ciao Mostro, come stai?
Lei: ciao pastrocchio (si mi chiama così, che ci posso fare..) tutto bene a parte un tiburzolo.
Io: uhm…
Lei: che c’è?
Io: è qualcosa di grave?
Lei: no, macché cosa vuoi che sia! E’ solo un tiburzolo!
Io: ehm..
Lei: Andrea, non sarà il primo, non sarà l’ultimo, chissà quanti ne avrai avuti tu!
Io: mai avuti tiburzoli in vita mia, lo avrei saputo credimi.
Lei: guarda che mi ricordo anche io di quando dieci anni fa ne hai avuto uno!
Io: l’ho rubato a qualcuno??
Lei: smettila scemo!
Io: me l’avevano prestato allora?
Lei: certo che quando ti ci metti…
Io: Ale, che cacchio è stò tiburzolo???
Lei: vabbè, non so descrivertelo adesso, tanto tra dieci minuti sono a casa e lo vedi, ora vado di fretta.Ciao
Io: ok, a dopo.
A casa.
Lei: eccomi. Vedi questo!
Io: si?
Lei: ci voleva molto?
Io: cosa?
Lei: il tiburzolo di prima, hai presente??
Io: ah… ti riferisci a quella cosa schifosa che hai in fronte?
Lei: eh, si, il tuo solito tatto…
Io: Ale, si chiama BITORZOLO, non tiburzolo.
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