Adoro stare in compagnia degli anziani.
Nelle serate fredde come queste ricordo i racconti di mia nonna paterna che aveva un modo tutto suo di raccontare le cose. Aveva girato due continenti e viste due guerre vissute anche da vicino e amava raccontare degli aneddoti dei suoi viaggi. La cosa particolare di mia nonna era che aveva avuto dei figli, tre in Italia e due in Algeria, che erano stati registrati all’anagrafe in maniera differente. Due erano difatti figli di Giuseppina, mentre tre erano figli di Grazia, il vero nome di mia nonna. All’anagrafe si sa fanno casini anche oggi, e allora, stiamo parlando degli anni 30-40 la cosa non era affatto infrequente. Un mio zio burlone, quando le discussioni con la sorella non prendevano la piega voluta, era solito dirle “chiedi a tua mamma chi ha ragione, che io chiedo alla mia!â€.
Mia nonna ha vissuto benissimo fino ai novanta sempre molto attiva, molto vispa e spontanea, aveva degli occhi che parevano leggerti fino in fondo ma senza mai criticarti, senza mai essere indiscreta nonostante secondo me in cuor suo sapesse più di quanto ammetteva di capire delle persone. Si spense serenamente in seguito ad un ictus che la tenne a letto immobile per qualche giorno. La chiamavamo anche Befanina perché era nata il 6 Gennaio 1906 ma era bellissima.
Di mio nonno materno invece mancano le urla quando si infervorava per discussioni socio-politiche che lui, analfabeta di lungo corso come lui stesso si vantava di essere, non condivideva. Era uno spasso seguire la tv con lui, praticamente era un tour de force di telegiornali, prima nazionali, poi regionali e infine cittadini in assoluto silenzio perché doveva sentire tutto nei dettagli con il sonoro della tv ben sostenuto per via della sordità a un orecchio causatagli da un colpo di calcio di fucile nell’epoca del fascismo. Quante ne raccontava della sua gioventù! Mia nonna assicurava che quello che raccontava era la metà di quello che aveva combinato da ragazzo. E non era difficile crederle: un uomo di un metro e mezzo scarso che aveva combinato talmente tanti casini e di nome Vittorio a Carbonia lo conoscevano tutti… comprese le forze dell’ordine che spesso dovevano trattenerlo durante le celebrazioni ufficiali quando si lamentava sempre di tutto nonostante ci fossero onorificenze e stampa presenti. Era un battagliero brontolone a cui non andava mai bene niente a cui secondo molto assomiglierei parecchio di carattere…chissà forse è vero che anche a me come a lui non sta mai bene nulla, ma non ditelo a mia madre perché quando lo dice lei io nego sempre ogni minima somiglianza con il padre!
Mio nonno che godeva di ottima salute si spense a 84 anni, la moglie, che forse per compensare il marito non è mai stata una grande loquace, è tuttora in vita e il primo gennaio compirà 84 anni.
Mi mancano quei due vecchietti saggi, quando si sono spenti è stato come se un faro sempre acceso fino ad allora avesse smesso di illuminare la famiglia.
..i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte…
grazie per il consiglio,ne terro´conto..
a proposito di nonni,,,mio nonno e´ un vecchietto d 80 anni che racconta sempre le stesse storie…a me piace sentirlo,perche´non cambia mai le sue versioni..sono sempre le stesse..ehehe…pero´ quando inizia a parlare non lo ferma piu´ nessuno:) baci… n0v@nt!n@
Pubblicato da n0v@nt!n@ (http://spaces.msn.com/members/novantina/) – 02 dicembre 14.06
io ho perso mio nonno paterno nel 2001…è stato come trovarsi in una stanza buia…..con lui ho passato tantissimo tempo,e mi ha insegnato tante cose! sopratutto mi ha sempre dimostrato quanto mi voleva bene!
E’ morto giovane diciamo, ricordo il suo ultimo periodo….magro….spento…ma sempre con quel suo sorriso da vispo!
Ricordo che per farlo stare un po su lo portavo in cortile, sotto le piante che curò per anni, e lo coinvolgevo in piccoli lavori che facevo, ricordo i suoi ” ma noooo piga cussa pialla” o ” iasta deppi ponni duas puncisceddasa” ahahah nonnino!
Ricordo quando davanti al medico disse ” questo è il mio nipote,questo lavora, aiuta….ascolta….gli altri 2 andrebbero rifatti”.
Ricordo quando si spense…il suono di quella cassa….e il vuoto di quella casa, dove ora la mia nonna vive….
Oggi quando sto con una persona anziana, penso a lui….sono le colonne del nostro passato….
Pubblicato da V4sh_ (http://spaces.msn.com/members/v4sh/) – 30 novembre 22.27
Io i mei nonni praticamente non li ho conosciuti.
Quello che ricordo meglio è il mio nonno materno che se n’è andato quando avevo circa 9 anni, sua moglie non l’ho conosciuta proprio…ci ha lasciati prima che io nascessi; così come mio nonno paterno.
Non credo di poter quindi commentare questo post, ma penso sia molto bello avere persone che ti ascoltano e che hanno tanto da raccontare…un’intera vita da raccontare
Ciao!
Pubblicato da jh21 – 30 novembre 13.55
E’ bello ricordare le persone che hanno fatto parte della propria vita… leggendo queste parole ho ricordato mio nonno, anche lui mancato qualche tempo fa a un’età più che rispettabile, 94 anni, classe 1905..
Non perdeva occasione per raccontare le sue storie, del dopoguerra, la ricostruzione di Cagliari e soprattutto la costruzione di Carbonia… periodo della vita a cui lui era molto legato.
A me piaceva molto ascoltarlo, rimanevo a bocca aperta quando poco più che undicenne, mi raccontava le cose. Avevo 22 anni quando se ne andò, ma piansi come un bimbo…
A me piace ricordarlo ascoltando il buon vecchio Guccini: “Il vecchio e il bambino”
Pubblicato da Rosco – 30 novembre 12.29
ziu laisceddu!!!! eccezionale….un uomo di una prontezza di spirito unica….lo ricordo con enorme piacere ed immenso orgoglio per aver stretto la mano ad un uomo splendido.
Lo vedo ancora arrivare con la sua vecchia giulietta marrone a salutare prima i nipoti e poi me con un “ciao montecuccu” (cognome di mio nono materno, suo compagno di mille battaglie politiche)
ciao ziu lai!!!!