Facendo finta di poter essere mancato a qualcuno, oggi rimetto mano su questo libro virtuale nel quale trovano sfogo i miei pensieri più reconditi e solitamente notturni.
Dura settimana lavorativa che non si è purtroppo ancora chiusa, con turni degni delle piantagioni di cotone dello Zio Sam e con intermezzo di Kuntakinte che secondo me le radici alla fine se le fumava… ma non ho mai potuto appurarlo perché quando ero piccolo il televisore di casa mia era una mezza ciofeca con quei colori decisamente smorti che a vedere un film di soli neri, non me ne vogliano, sembrava di vedere un documentario sulle ombre cinesi.
La mummia con Boris Karloff invece me la ricordo… era terribile, mi incuteva una paura incredibile e finivo sempre con lo scappare via prima di arrivare all’intervallo. Si, da piccolo ero facilmente impressionabile, anche il buon Marty Feldman in Frankenstein Junior ha contribuito non poco alle notti insonni di un bradipo imberbe, solo ora riconosco la genialità di quel film.
E che dire di Christiane F. Noi i ragazzi dello zoo di Berlino? Era diventato il film inguardabile, quello da sbirciare appena uno dei genitori si allontanava, un vero tabù. Non si capisce perché vedere un tizio che strangola le persone a mani nude o un altro che taglia la lingua a tutti sia più educativo di vedere due ragazzi che decidono di buttare la loro vita in qualche grammo di polvere… Mestiere difficile quello del genitore, non c’è che dire!
Ma la mia felicità era vedere lui… si, quel grande piccolo uomo geniale di Peter Sellers, mi faceva davvero impazzire. I suoi film sulla pantera rosa erano per me fonte di felicità per una intera giornata passata aspettando la cena per vederlo in azione.
Indimenticabile.
- Vorrei le chiavi della mia stonsa…
- Prego?
- Vorrei le chiavi della mia stonsa….
- Scusi… forse vuol dire STANZA!
- E io cosa ho detto?