Ci sono giornate che nascono male e finiscono peggio. E come sempre a metà di esse ti ritrovi a dire “il resto della giornata non può che migliorare†scoprendo qualche ora dopo che anche un incallito pessimista può essere un ottimista errante. Succede e me ne faccio una ragione.
Succede che mi addormenti alle due dopo aver letto il leggibile e, per cercare di addormentarmi, finendo con il leggere un mazzosissimo manuale tecnico sul VoIP che probabilmente è stato concepito con il solo scopo di riempire le teste dei lettori di talmente tanti acronimi, sigle, protocolli, RFC e standard qualitativi da farmi crollare alla fine della prima pagina. Stecchito.
Succede che mi risvegli intontito alle 7.55 quando rispondo con un “’mmmm…vanti†a quello che credo sia il bussare alla porta del mio coinquilino. Nonostante ciò non entra e continua a bussare…insiste talmente tanto che riporta sulla terra la mia mente ottenebrata da non so quali incubi: è tornato il muratore! Quell’immenso bastardone che da DUE mesi non mi lascia in pace e che per qualche giorno aveva dato la parvenza di aver finito di costruire la torre di babele al piano superiore è tornato in tutta la sua forza dirompente. E Dio solo sa quanto cacchio batte…
Mi sono alzato convinto di condividere questa gioia mattutina con il mio coinquilino che invece ronfava della grossa. Dopo mezzora di botte impressionanti che arrivavano da su anche la sua sordità ha ceduto e si è alzato. Incazzato.
Dopo aver capito che andazzo avrebbe preso la giornata siamo partiti per una pseudo assistenza informatica da una amica che abita a un centinaio di chilometri da qui. Poteva andare bene? NO ovviamente. Venti minuti di ingorgo per uscire dalla città, e, appena messa la ruota fuori dai contorni cittadini si scatena il “pediluvio†universale! Morale della favola ho percorso trecento chilometri sotto l’acqua. Qualcuno potrebbe obiettare che 100 più 100 fa decentro e non trecento. Giusto. Ma se poi c’è una emergenza e mentre vai via dall’amica ti chiamano per andare in un posto dimenticato da Dio dove ci sono casini inimmaginabili? Ecco spiegato l’esubero di 100 chilometri. Percorsi sotto la pioggia battente, così, per gradire. Ovviamente i casini erano solo nella testa delle persone che si definivano perseguitate dalla sfortuna.
Andespo: La linea non va… la portante c’è…avete fatto qualcosa di particolare?
Incasinato: No, assolutamente.
Dopo venti minuti di tentativi vari…
A: Ok allora chiamo mamma Telecom
I: OK, perfetto
Chiamo il 191 e l’IVR mi droppa tre volte su tre nemmeno avessi la peste bubbonica.
Allora chiamo il 187.
Call Center: Buongiorno!
A: Decisamente no. Ho un problema a questa linea (numero)
CC: tipologia di utenza?
A: non lo so sono il “tecnico†(erano anni che volevo dirlo e l’ho fatto!!!) so che utilizzano un router Smart (che come la macchina fa alquanto ribrezzo! nda)
CC: allora è una utenza business!! Non posso aiutarla, deve chiamare il 191.
A: mi rispondessero!! Lei conosce l’ivr per aiutarmi nella digitazione delle selzioni?
CC: Ah? Si…
A: e quindi?
CC: non lo so!
A: Bene! Grazie per l’aiuto, buonasera!
Richiamo il 191, stranamente riesco a prendere la linea dopo soli 10 minuti di attesa con la canzone di non so chi che mi squarta i timpani
CC: In cosa posso aiutarla?
A: almeno l’altro salutava…
CC: prego?
A: niente, Buonasera! Ho un problema con la linea…
CC: si
dieci secondi dopo
A: Che facciamo aspettiamo natale in linea?? Vuole il numero?
CC: Ah si…
A: 070…
CC: ma è una utenza business!
A: Si lo so, il 191 è per le business, giusto?
CC: si certo ma per questa tipologia di abbonamenti deve chiamare l’800 120…
A: ne mancano molti altri??
CC: prego?
A: voglio dire è l’ultimo o devo girare ancora per molto?
CC: Chiami quello è il numero corretto!
A: Grazie e buonasera
CC: uhmsera!
Mi armo di sana pazienza, so che forse sto arrivando all’epilogo e la stanchezza mi dice di tenere la calma… chiamo il numero verde.
Primo tentativo: mi dispiace la sua selezione non è valida…tutututututututuuuuuuuuu
Secondo tentativo: Una voce registrata si scusa “effettivamente potrebbe attendere in più rispetto a quanto le era stato comunicato†(4 minuti nda).. dopo una ventina di cicli del pezzo di canzone tutto tace…tre secondi di speranza e la linea cade! SGRUNT e SQUEREBECK impreco e riparto.
Terzo tentativo: i tre secondi di speranza diventano 5, dopo è di nuovo il vuoto…
Terzo tentativo: cade subito la linea.
Controllo che non vi siano telecamere posizionate per uno sketch di “Candid Camera†e impreco contro la malasorte.
Quarto tentativo: cade subito la linea.
Ricontrollo e sfodero una botta al mobiletto porta computer, così, per gradire, lo so non ha fatto nulla di male ma nemmeno io ne ho fatto quest’oggi a parte alzarmi..
Quinto tentativo: andata! Risponde un tizio gentilissimo e molto cortese che mi fa presente che la linea è stata disattivata direttamente dietro richiesta di disdetta del cliente.
Chiudo la chiamata con il cortese operatore e mi dirigo verso l’incasinato. Quanto gli sventolo l’esito della telefonata con date e orari mi dice â€ah , allora non ci eravamo capiti, io non volevo disattivarlo così…â€. Esco dalla stanza mordendomi gli ameniccoli per non dire qualche parola non carina che potrebbe sembrare indirizzata nei suoi confronti.
Verso le otto ritorniamo a casa, ovviamente sotto la pioggia, non sia mai e parte l’odissea del parcheggio. Per stavolta me la cavo con soli dieci minuti di giri idioti sotto casa alla ricerca del miracolo pentendomi quasi di aver accettato di giocare a calcetto alle 22 così da dover poi effettuare un’altra ricerca del parcheggio maledetto alle 23.
Alle 22 mi meraviglio del fatto che non piova più, il mio ottimismo inizia a serpeggiare tra i ciuffi di erba sintetica bagnati! Il diavoletto però ci mette lo zampino e invece di essere in dieci come sport comanda siamo in nove. Adesso chi non gioca a calcetto non sa quanto possa essere antipatico giocarci in 5 contro quattro perché non è giusto fare un contropiede quando tutti gli atri sono in attacco, quando il portiere esce a dare una mano agli altri, non è giusto pressare…insomma anche la partita che poteva essere l’unica cosa positiva della giornata si rivela una noia mortale al punto che il sottoscritto che normalmente suda anche a pensare di correre, si ritrova praticamente asciutto.
Torno a casa, doccia e pappa… credendo che la giornata abbia dato già il suo lato negativo decido di mettermi un po’ al pc. Dopo dieci minuti di cazzeggio vario decido che è il momento di prendere il bicchiere di nettare che mi riconcilia con il mondo. Vado in corridoio, apro il freezer…
PANICO.
La giornata doveva esprimere ancora il suo lato peggiore: è finito il mirto! Ma allora non c’è fine al peggio!!
p.s.: lo so è un post lunghissimo che io per primo non leggerei mai incontrandolo in un altro blog, ma posso assicurare che ho omesso MOLTE parti!
p.p.s. : in alcuni tratti mi sono accorto di essere affetto dalla “Ravanellite†perché ho parlato di me in terza persona… mi pento e mi dolgo ma ora ho gli occhi stanchi e incrociati per rileggere e correggere.
p.p.p.s.: giuro sul manuale delle giovani marmotte che tutto quanto scritto in questo post corrisponde alla mera verità.

Benvenuta!

Pubblicato da Andespo1 (http://spaces.msn.com/members/ginetto73/) – 11 dicembre 1.06
ahahahahahahahah
minkia io al 187 per la connessione…U G U A L E!!!!
SONO EVA…
Pubblicato da Crystalloliquido1 (http://spaces.msn.com/members/fralestelle/) – 10 dicembre 23.51
heheh io sono piu matta di te che ho letto tutto!!
mi hai fatto ridere hehheh e lo sto facendo ancora dai una giornatina cosi era da postastare!!!
ciao ciao
romy
Pubblicato da romina – 10 dicembre 23.24