Dei derelitti e delle penne…
Nei giorni che hanno preceduto il mio rientro lavorativo post natalizio ho avuto l’occasione di frequentare nuovamente uno dei posti che per quanto mi riguarda, la legge Sirchia ha salvato: la sala di biliardo. Prima era un luogo dove si udiva solo il vociferare a voce bassissima, schiocchi di dita per ammirazione e tanto tanto fumo che le lampade verdi sembravano immobilizzare in una coltre che oramai pareva essere elemento di arredo di molte sale. Dopo l’approvazione di questa leggere i biliardi sono diventati meno puzzolenti, più puliti e tornare a casa dopo averci giocato qualche ora non significa più sentire i propri familiari inveire contro di te e la tua dabbenaggine nel frequentare certi posti.
Ho passato tutti i giorni delle mie ferie andando a giocare con il solito inseparabile Mario che mi ha allietato, oltre che con la sua impareggiabile simpatia, anche con qualche colpo davvero notevole, ma del quale non saprò mai l’effettiva volontà nel cercarlo. (Tiè!)
L’apice è stato raggiunto il 2: uscita da casa ore 14.
Molte partite a raffica con Mario che poi accompagno per tornare…dove? In saletta ovviamente! Le ore passano ma non mi rendo molto conto perché per giocare la prima operazione che compio è togliermi l’orologio.
Capisco di avere esagerato solo quando cerco di infilarmi il giubbotto e noto che le braccia si rifiutano di eseguire l’ordine. Mio cognato (l’ultimo sfidante della lunga serata) mi guarda e dice:
Cognato: “Andre, tutto bene? hai la faccia stanca…â€
Andespo: “uhm…mi fanno male le braccia, che ore sono?â€
Cognato: “l’una passate da qualche minuto…â€
Andespo: “uhm…allora mi sa che capisco a cosa è dovuto…â€
Cognato: â€Cosa? â€
Andespo: “Sono circa dieci ore qui dentro…mi sta venendo la nausea… Andiamo via…Subito!â€
Inutile dire che l’indomani non riuscivo nemmeno a lavarmi i denti dal dolore delle spalle e braccia, ma sapevo che cosa avrei fatto il pomeriggio…Mario sarebbe stato fuori ad aspettarmi alla solita ora: “Ci facciamo due tiri, frà?â€. Come posso non volergli bene?

Share on Facebook