Don’t Come Knocking – Bono & A.Corr

Il cielo è sereno e illuminato dai fari giallognoli del porto da una parte e da quelli del vicino aeroporto dall’altra, l’aria è spazzata da una leggera brezza, si ode solo un ronzio continuo proveniente da qualche motore elettrico nelle vicinanze. All’improvviso in lontananza echeggia il verso di un uccello, probabilmente uno dei due falchi che fanno compagnia a questa specie di cattedrale sistemata nel mezzo di una palude popolata da fenicotteri.

Ogni tanto, quando mi capita di dover lavorare di notte come oggi, uscire all’aria aperta e prendere un po’ di fresco in faccia è una buona occasione per stare in pace, lontano da tutto e tutti, immerso in un silenzio quasi assoluto… e far frullare il cervello. Forse è questa l’unica controindicazione dato che al male di dover fare una vita sregolata si aggiunge quello derivante da pensieri che quasi mai riescono a farmi stare meglio, ma c’est la vie e queste cose fanno parte di quel grande gioco dell’oca che è la vita.

Immagino il falco che poco fa ha fatto sentire il suo verso, si libra nell’aria sfruttando le correnti ascensionali, assapora il profumo dello iodio marino, e mentre disegna cerchi concentrici nel cielo stellato vede dall’alto qualcuno con il naso all’insù che non può volare.