Può capitare
di svegliarsi con una idea, fissa.
Sabato mi son svegliato con l’idea di comprare una pellicola particolare per scattare qualche foto con la reflex analogica che ultimamente mi ha fatto sapere di sentirsi trascurata dato che, a suo dire, le mie attuali attenzioni son tutte per la reflex digitale.
Sabato quindi sveglia presto, le 9 di sabato mattina son l’alba per il sottoscritto, colazione al bar e via verso la meta: lo studio fotografico di cui sento tanto parlare e di cui conosco solo il nome e un indirizzo che San Google mi ha suggerito.Entro in macchina, metto in moto, spunto in salita ma la macchina non è d’accordo. Per niente.
Balbetta, borbotta, tossisce, arranca su una salita ridicola e si spegne. Penso “sarà il freddo della notte” facendo finta di non notare i 18 gradi segnati dal termometro esterno, rimetto in moto e riparto. Tre metri e stesso comportamento.Decido allora che i tre anni passati dall’ultimo cambio della batteria possano essere un motivo valido di anomalia dell’impianto elettrico e mi dirigo, tra spegnimenti e saltellamenti vari alla disperata ricerca di un elettrauto.
Dopo chilometri in giro alla cieca per Cagliari lo trovo, di rientro, vicino a casa mia.E’ giovane, sveglio e si dichiara disposto ad aiutarmi solo per un cambio di batteria e non per un check up completo della macchina; spiegandogli che è esattamente quello che voglio, acconsento all’inizio dei lavori sulla mia CARolina. Trascorsi una quarantina di minuti, dopo il cambio della batteria, il rabbocco dell’olio motore, del liquido refrigerante, del liquido lavavetri e la sincronizzazione dell’antifurto che non usavo da due anni, me la cavo con cento euretti e la macchina praticamente rinata.
Ricordando il motivo per cui mi sono svegliato la mattina, mi metto alla ricerca del famoso fotografo.Dato che l’indirizzo recitava via Abruzzi 28, parcheggio la rinata nella stessa via Abruzzi 20, non si sa mai che possa correre il rischio di perdere qualche etto in passeggiate di vario genere.
Sceso dalla macchina cerco il numero 28… 22, 24, 26…. poi un incrocio, attraverso e la numerazione riprende dal 38. Certo di avere le traveggole ritorno indietro dopo aver rischiato due investimenti sulle strisce pedonali, il posto più pericoloso a Cagliari per i pedoni, e noto con piacere che non sono ancora impazzito.
Visto che si son fatte le 11, approfitto di un bar nelle vicinanze per un caffè e l’informazione di cui necessito. Arrivato dentro al bar, chiedo caffè, pizzetta e mezza gassata ma subito mi ricordo che in tasca avevo 100 euro e quindi chiedo al barista se esista una banca nei paraggi. Dopo avermi guardato come si guarda un marziano, mette da parte il piattino del caffè ed esclama “piazza S. Michele”.
Mi dirigo verso la piazza constatando che la temperatura della giornata è notevolmente salita, attraverso un mercatino di imbonitori e acquirenti pieni di bustine di plastica azzurre come il cielo e arrivo alla banca. Dopo aver inserito la carta nello sportello e avere eseguito l’operazione, la carta mi viene restituita senza nessun messaggio di errore, ma anche senza un euro. Sento il cellulare in tasca vibrare, lo ignoro e ripeto l’operazione con lo stesso esito. Altro messaggio al cellulare, ritiro la carta e leggo con incredulità che non è stato accettato il pagamento entrambe le volte.
Iniziando a inveire contro la giornata mi accorgo che in realtà avevo ancora 20 euro nel portafogli e mi appresto a tornare verso il bar sudato, incazzato contro il mondo e contro la mia stupidità nel calcolo dei soldi residui in tasca…Il barista mi vede entrare, fa un sorriso di circostanza e prepara caffè e acqua, chiedo l’informazione e mi risponde “piazza S. Michele”.
Lo guardo come si guarda un disco incantato quando si hanno le mani bagnate e faccio presente che internet dice che ce n’è uno in via Abruzzi 28 e chiedo dove possa essere quel numero civico. Il barista mi guarda e dice “non lo so, se ha il numero di telefono provi a chiamarlo così lo saprò anche io la prossima volta che me lo chiederanno.” Constatando che il barista ha un non so che di logico, chiamo il numero suggerito da Google… “Tiscali, il numero da lei chiamato è inesistente”. Dopo aver cercato la telecamera di Candid Camera, faccio presente al cameriere che non risponde nessuno ed esco dal bar, non potevo mica dargliela vinta così anche se effettivamente riconosco che avrei risparmiato un pò di tempo chiamando prima e capendo che, ancora una volta, le indicazioni trovate da Google non erano del tutto precise.
Chiamo un collega che son sicuro conosca il posto, le undici son passate da un pezzo e ho buone possibilità di non rompere le scatole. Apprendo così che l’indirizzo corretto non è via Abruzzi 28, ma Traversa Abruzzi snc, frastimando ancora contro Google mi dirigo verso la meta che, fortunatamente è nei paraggi.
Arrivo alla fine della via, come indicato al telefono, e trovo il negozio CHIUSO.
Può capitare.

