Siamo arrivati all’epilogo: dopo dieci anni questa sarà l’ultima notte che trascorrerò nella via dell’amore a pagamento.
Devo ammettere che la cosa non mi lascia del tutto indifferente, dieci anni sono una fetta di vita non da poco specie quando la inizi facendo il falso studente fuori sede e arrivi a capire che il periodo del cazzeggio è passato e occorre iniziare a lavorare dato che la flebo che alimenta le tue giornate (e nottate) non è infinita.
Mi mancheranno molte cose di questa zona, molte persone, molte situazioni.
Mi mancherà il bar sottocasa, comodo e tentatore alleato di tutte le mattine quando, dopo aver maledetto la sveglia e essermi spaventato davanti allo specchio, l’unica cosa che avesse senso era un cappuccino di Valentina, stimatissima concittadina, e i conti alla cassa di “tanalla” Tonio.
Vado in quel bar da non so più quanto, una volta alla cassa mi disse:
“fa un’euro e ottanta…”
“Tonio, ho un euro e 65 oppure 50 euro, cosa preferisci?” domandai.
“Dammi tranquillamente 50 euro” disse prelevando manate di spiccioli dal fondo della cassa e iniziandoli a poggiare sul marmo del bancone uno affianco all’altro.
Mi mancheranno i matti, questa zona pullula di persone un pò strambe: mi mancherà il ragazzo che “passeggia i cani” camminando con ampissime falcate poggiando solo le punte dei piedi, cosa che lo fa sembrare un molleggiato dei tempi nostri. Mi mancherà il tizio che non vede il suo naso e che ogni tanto parla con i lampioni al posto delle persone, ma che ha sempre, e non si sa come faccia, la sigaretta accesa e in bocca. Mi mancherà il tizio magro con la passione della musica che si veste “da alternativo” e che ha più tic di un paziente affetto da sindrome di Tourette e che cammina come se dovesse costantemente temere per la sua vita.
Mi mancherà Passamonti: il negozio in cui ho visto entrare solo due persone negli ultimi cinque anni, azzarderei che dagli articoli esposti nella vetrina si capisce il motivo di questa ridotta affluenza di clienti. Pare che uno dei due che ho visto entrare io abbia chiesto se a quell’ora vigesse o meno la ZTL…
Mi mancheranno tutti i negozi di telefonia: non ho mai visto un punto dove, nel raggio di trenta metri raggiungi TUTTI gli operatori di fonia mobile (il correttore ortografico ha suggerito FOGNA MOBILE, il concetto mi sa che l’ha capito lo stesso…), la cosa bella è che puoi fare pressione psicologica “guardi che se non mi accontenta passo alla concorrenza in cinque minuti…”
Mi mancheranno i parcheggiatori DOCG, quelli che sanno mettersi con precisione millimetrica al centro di due parcheggi a spina di pesce, quelli in seconda fila che sostengono “mi sono allontanato un minuto” quando la macchina è già al deposito della municipale da mezz’ora gentilmente accompagnata dal carro attrezzi, quelli che la ZTL questa sconosciuta, quelli che la zona carico e scarico vale anche se devono svuotare il posacenere per mezz’ora, quelli che “ho il suv di papi e lo parcheggio sopra il marciapiedi davanti al tuo portone”.
Mi mancheranno le proteste civili dei lavoratori. Non dimenticherò mai la mattina in cui mi affacciai al balcone e dal settimo piano vidi parcheggiate una ventina di barche nella biforcazione di viale Trieste sotto casa mia. Era la protesta, assolutamente pacifica, dei pescatori. Per un attimo pensai di avere esagerato con il mirto la notte prima. Anche i cacciatori si fecero sentire, ma la loro protesta fu un pò più rumorosa e volarono paroline non proprio da educande…
Mi mancherà Pappa e Citti, il cui fetente sbuffo serale del comignolo del forno faceva capire che i giochi avevano inizio e che rincominciava una notte di baldoria.
Mi mancheranno le signorine dell’amore, sempre presenti, ogni tanto nascoste, sempre fiere e sempre pronte a rispondere a modo ai ragazzini che rivolgono loro frasi improponibili. La loro presenza dava alle serate un aspetto routinario quasi rassicurante.
Mi mancheranno i piccioni… anzi no.
Mi mancheranno i vicini bizzarri: la vecchina sordissima che per sentire la tv la fa ascoltare a mezzo palazzo con il risultato che tutti sappiamo che il tenente Colombo risolve il caso un’altra volta, il vicino distinto che non saluta mai nemmeno quando te lo trovi di fronte, la simpatica zietta che fa sempre la domanda “ma lei è quel giovane che abita al settimo?” e questo nonostante io abbia tutto tranne che l’aspetto del giovane, la famigliola lei-lui-figlioletto-figlioletta sempre impeccabili e profumati.
Mi mancherà questa casa, crocevia di una marea di risate, qualche incazzo, tante bevute in buona compagnia, un coinquilino con un caratteraccio come il mio se non peggio e tanti momenti bellissimi.
Mi mancherà un altro litro di mirto ghiacciato.




