Alla fine mi sto riprendendo… certo la caviglia è ancora un pò gonfia e somiglia ad una zampogna più che ad una articolazione ma è sulla via della ripresa, decisamente. Il ginocchio mi fa ancora un pò male, ma sono certo che non ci sia niente di rotto data l’esperienza sul fratello gemello.
Certo che per essere una rilassante partita di calcetto, quella di venerdì è diventata una specie di lotta a campo aperto, nemmeno stessimo giocandoci la Coppa Rimet!
E dire che il tutto era iniziato con una sfilza di capogiri alla mattina, forse avrei dovuto capire da lì che non era il caso di giocare a calcetto, ma io, ovviamente testardo come pochi, ci sono passato sopra.
Risultato: mal di testa passato e mobilità ridotta del 50%, alè!
Ha ragione il mio amico Mario quando mi dice “Andrea, oramai il tuo sport è il biliardo, rassegnati!”
rispetto
Tratto da Terrarossa
Robert James Fischer nasce a Chicago nel 1943. La madre è un’ebrea sovietica emigrata negli USA, il padre un fisico che però lo abbandona alla nascita.
A 6 anni una sorella gli regala la prima scacchiera, perché non vada ad oziare a Brooklyn con le cattive compagnie e a 15 anni, nel 1958, diventa il più giovane Gran Maestro nella storia degli scacchi. Egli quindi manifesta l’intenzione di andare in Unione Sovietica per approfondire ancor di più la sua passione e insieme alla madre si trasferiscono a Mosca per qualche tempo. Siamo nell’epoca del maccartismo più sfrenato e Bobby Fischer viene iscritto nella lista nera dell’FBI. Addirittura sospettati di essere spie del Kgb, la cosa non viene mai provata, ma le attenzioni dell’FBI su Bobby, estremamente critico sulla politica USA, rimangono. Continue Reading
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Dal sito del Club Tenco:
Ad Andrea Parodi e Elena Ledda con “Rosa resolza†è andata la Targa nella sezione “album in dialettoâ€, contrastati in particolare da “Sacco e fuoco†di Teresa De Sio. In corsa erano anche, sempre in ordine alfabetico, Enzo Gragnaniello (“L’erba cattivaâ€), i Lou Dalfin (“I Virasolelhsâ€) e i Sancto Ianne (“Mo’ sienteâ€).
Un riconoscimento, quello a “Rosa resolzaâ€, che è anche un omaggio ad un musicista di vaglia come Andrea Parodi, scomparso lo scorso anno e che con grande caparbietà aveva portato a compimento questo suo ultimo, prezioso, lavoro discografico insieme a Elena Ledda, oggi riconosciuta come “la voce della Sardegnaâ€.
p.s.: Grazie a Nito per la bella notizia
Approfittando della influenza che mi tiene a casa, ho finalmente visto il dvd del concerto di Andrea Parodi del 22 settembre 2006, all’Anfiteatro Romano di Cagliari in cui, grazie alla mia stella, ho partecipato commosso.
Mi ricordo che per nessuna ragione al mondo avrei potuto mancare quella data e il fatto di essere stato il terzo in fila all’ingresso la dice lunga sulla mia voglia di esserci.
Rita Marcotulli, Elena Ledda, le Balentes, Gigi Marras, Andrea Poddighe e i Tazenda fecero da contorno ad una serata indimenticabile, l’ultimo acuto in pubblico di una voce unica.
Niente al mondo cancellerà i ricordi di quella sera ed essere lì insieme a Te è stata la ciliegina sulla torta. Grazie R.!
