Vorrei conoscere quel gran genio che per aiutare un amico a non farsi soffiare la banda del router Wi-Fi dal vicino, gli ha suggerito di collegare il pc su cavo ethernet e di avvolgere il router stesso in un ampio strato di carta stagnola… fatemelo conoscere vi prego!
sgomento
Forse sentendomi da lassù capirai perché non abbia mai avuto il coraggio di suonare con te nonostante la tua insistenza…
Arrivederci Settecorde.
Ci sono posti in cui puoi davvero toccare con mano la diversità umana e rimanere affascinato: per il sottoscritto uno dei posti simbolo è il bancomat.
Siccome sono un genio normalmente, quando vado al bancomat, è perché sono senza soldi, magari mi serviranno a breve e, quasi sempre, vado di fretta. Molta fretta.
Al bancomat si ha la possibilità di incontrare tre tipologie di persone:
Giovane
Arriva sgommando con il suo motorino truccato e parcheggia sopra il marciapiede diventando immediatamente simpatico a tutti gli anziani del circondario. Solitamente effettua le operazioni allo sportello mentre parla con gli amici al cellulare di quello che ha combinato la sera prima, tenendo nella mano libera, quella utilizzata per la digitazione, una sigaretta accesa. Ovviamente al terzo “ma non hai capito che cosa mi è successo ieriiiiiii….†sbaglia la scelta, impreca perché il bancomat ha sbagliato (?) e ripete l’operazione daccapo. Accumulo ritardo.
Maturo
Quando arriva al bancomat inizia scrupolosamente a leggere tutte le scritte che vi trova. Non pago di quelle che legge nel monitor legge anche quelle che ci sono di fianco, gli adesivi pubblicitari dei conti correnti e il numero di telefono per il blocco della carta in caso di furto, Che si annota nel taccuino che aveva riposto dentro il marsupio. Poi inizia a armeggiare con i pulsanti, allontanando la testa dal monitor per cercare di mettere meglio a fuoco colpisce una vecchietta che passa dietro e con la quale si scusa per qualche minuto prima di riprendere la sua operazione, mentre io assisto alla scena incredulo e con la bocca aperta. Accumulo ritardo.
Vecchio
Quando arrivo al bancomat è già lì… da tanto. Lo si vede dal fatto che un cane ha usato la sua gamba per espletare i suoi bisognini e un piccione si è addormentato sulla sua spalla. Guarda lo schermo da tre centimetri di distanza e ci parla lamentandosi che le scritte sono poco visibili e che le banche dovrebbero pensare di più agli anziani e ai loro problemi di vista. Digita un tasto a caso ogni volta che qualcuno gli chiede se va tutto bene preoccupandosi che sia ancora in vita. Dopo una decina di minuti di improperi a bassa voce, il bancomat emette l’agognato scontrino che lui però inzia a leggere stando ancora davanti allo sportello. Accumulo ritardo e incazzo.
Ubriaco senza età
Prende il bancomat per il letto, la sputacchiera, il cesso, la madre, il bar, il bidone della spazzatura e non sempre nell’ordine. Cerca di inserire il tappo della bottiglia di birra nella fessura della tessera, impreca come un unno perché non vi riesce e nel frattempo continua a prendere a calci il muro e blatera parole imcomprensibili. Un cane lo guarda , sbadiglia e si allontana scuotendo la testa. Accumulo ritardo e rimango senza soldi.
Mi sono sempre chiesto che cosa potevo essere in una vita precedente, ammesso che il “signore del piano di sopra” abbia veramente voluto concedermi un bis sulla terra…
Ho provato a capire il “quando” avrei potuto essere un’altra persona, per individuare la mia collocazione temporanea nella vita precedente e mi sono subito imbattuto in un dilemma… Io senza computer? e che cosa avrei mai potuto fare in un’altra vita? Certo non è che non sappia fare altro se tra le dita non ho una tastiera, però effettivamente negli ultimi anni le mie ore le ho passate grosso modo come sono adesso… facendomi abbronzare da un monitor.
Prima di lasciarmi ipnotizzare dal pc ho fatto un paio di mestieri, l’elettricista e il geometra, ma non ho mai trovato in questi due un qualcosa che mi spingesse a continuare… ed eccomi adesso a fare quel che faccio. Sia ben chiaro che nemmeno io saprei ancora definire quello che faccio in una sola parola… ma so che sopporto molto bene certa gente. Quel genere di persone che sai bene che ti guardano e ti parlano dicendo una cosa che è esattamente il contrario di quello che pensano, quelle persone che hanno più facce di Giano e se ne vantano, quegli individui che possono tranquillamente stringerti una mano e con l’altra pugnalarti alle spalle. Insomma, il fatto che io sopporti queste persone, che ci abbia a fare tutti i giorni, litigandoci sia chiaro, che riesca a non farne fuori qualcuno come meriterebbe, mi ha aperto gli occhi. Sono arrivato alla soluzione dell’annoso enigma… nell’altra vita ero uno scarabeo stercorario.
Ho visto l’ultima puntata di Lost, la 23 della terza serie e solo un piccolo dubbio mi attanaglia… E ora che guardo?