De Andrè – Via della croce

Faccio finta di nulla ma so che si avvicina.
E’ lì, meno di dieci giorni e mi avrà, mi farà suo, mi sballotterà e mi restituirà con un sorriso forzato e inebetito, mezzo morto e rintronato. Più del solito.
Alla fine, dopo aver seguito i consigli della teoria del metodo del dott.Konstantin Buteyko per migliorare la mia iperventilazione, in questi giorni cerco l’occupazione fisica e mentale per non pensarci.

Per l’occupazione fisica basta poco, l’ascensore che non funziona come dovrebbe e mi scarica dove decide lui (sempre tra un piano e l’altro ovviamente), un parcheggio a qualche chilometro da casa il fine settimana mentre i ragazzi dei locali sotto casa incendiano cassonetti per vedere l’effetto che fa, innaffiare la pianta di peperoncino e la dracena…parlandoci per metterle a loro agio, ovviamente.

Per l’occupazione mentale ci vuole più impegno e maggiore perseveranza.

Ho provato a leggere di tutto sulla fotografia dopo aver riavuto la mia digitale che era in assistenza per la pulizia del sensore. Alla fine, tutto lo scibile in materia di fotografia era in mio possesso ma mi era passata la voglia di fotografare.
Nemmeno un interessantissimo trattato sul foro stenopeico è riuscito nell’intendo di non farmi pensare a quella data.
Memo personale: la prossima volta ricordati di ricaricare PRIMA le batterie.

Ho provato a leggere un manuale di routing dinamico con l’unico risultato di avere il primato mondiale di sbadigli nell’unità di tempo…
Memo personale: devo verificare se il libro ha la giusta altezza per non fare oscillare il tavolo del salone se messo sotto uno dei suoi traballanti piedi

Ho provato a destreggiarmi con il biliardo, ma facendolo al computer si perde l’attitudine al panno verde e un paio di volte ho rischiato di fare a cazzotti con l’arbitro che non voleva sapere di farmi ripetere il tiro che avevo sbagliato… il fellone!
Memo personale – ricorda di non mettere il gessetto nella rotella del mouse, pare che non faccia bene al suo funzionamento.

Ho provato a concentrarmi su figure ambigue
[http://it.wikipedia.org/wiki/Illusione_ottica]
che cercavano di illudermi per rivelarmi la verità, ma dopo un pò è svanita l’illusione di capirle anche perché per la fatica agli occhi sembravo Mister Magoo con un paio di occhiali molto scuri.

Memo personale – ricorda che quelle immagini non vanno osservate incantandosi per più di pochi secondi. Farlo per dieci minuti può indurre sonnolenza e secchezza delle fauci. Consultare un medico.

Ho provato a leggere decine di blog al pc, ma quando mi sono accorto che il pc sembrava non capire o non essere particolarmente interessato ho smesso indignato.

Ho provato a cucinare delle prelibatezze ma appena ho visto i gatti del vicino suicidarsi tuffandosi di testa dall’ottavo piano dopo aver respirato le esalazioni di quello che cucinavo, ho desistito.

Ho provato a dormire, ma mi son ritrovato al pc ad aprire pagine con babbi natale ovunque, ma lo volete capire o no che a me il Natale non piace?!?!?
Memo personale – quando a quel bambino per strada hai detto che babbo natale era morto asfissiato perché gli era scappata una puzzetta mentre si calava nel camino, non era contento.

Solo un pò di isolamento…

Chiedo troppo?

Pink Floyd – Nobody Home

Nessuno in casa

Ho un libricino nero con le mie poesie
Ho una sacca con uno spazzolino e il pettine
Quando faccio il bravo cagnolino qualche volta mi gettano un osso
Ho elastici che tengono su le scarpe
Ho una di quelle depressioni da mano gonfia
Ho tredici canali di merda sulla TV tra cui scegliere
Ho la luce elettrica
E ho una seconda vista
Ho stupefacenti capacità di osservazione
Ed è per questo che so
Che quando cerco di raggiungerti
Al telefono
Non c’è nessuno in casa
Ho l’obbligatoria permanente alla [Jimi] Hendrix
E le inevitabili bruciature
Sul davanti della mia camicia di raso preferita
Ho macchie di nicotina sulle dita
Ho un cucchiaino d’argento appeso ad una catenina
Ho un grande pianoforte su cui esporre i miei resti mortali
Ho selvaggi occhi magnetici
Ho un gran bisogno di volare
Ma non ho nessun posto in cui volare
Oh, babe, quando alzo il telefono

(Roger! E’ il tuo dottore? Che coincidenza!)

Non c’è ancora nessuno in casa
Ho un paio di stivali Gohills
Ed ho radici che scompaiono

Daniele Silvestri – Datemi un benzinaio

Mi ci vorrebbe almeno un’area di sosta non tanto l’area, quantomeno una sosta
forzata, dati gli ultimi eventi, motore rotto e fari quasi spenti
ci vuole pazienza, pazienza, procedere lentamente sulla corsia d’emergenza
ma pensa che guaio…

Il mare d’inverno – E. Ruggeri


qualche nuvola dal cielo
che si butta giu’
sabbia bagnata
una lettera che il vento
sta’ portando via
puntini invisibili rincorsi dai cani
stanche parabole di vecchi gabbiani
e io che rimango qui solo
a cercare un caffe’

Dedicato a una piccola grande Persona Speciale lontana.